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Comune di Cella Monte

Comune di Cella Monte
Cenni Storici

Storia di Cella Monte

Le prime attestazioni del nome risalgono al XII secolo, tanto nella forma plurale “Cellae” (1116) che in quella singolare, Cella (1143).  Il nome pare derivi dalle cellae vinarie che anticamente scavate nella pietra arenaria occupavano la vasta area dove più tardi sorsero le abitazioni. Un’altra ipotesi è quella che attribuisce il nome ai piccoli monasteri, Celle, Il territorio di Cella Monte è fortemente nucleato in centro concentrico, una impronta insediativa risalente alla iniziativa del consortile medievale dei Signori di Celle. In epoche successive si formò un nucleo minore, a Coppi, defilato rispetto al potere signorile.

Dal 1311 si assiste alla fine, di fatto , di un’”unica terra dei nobili di Celle”. Compaiono protagonisti consortili minori, composti di uno o due casati, con crescente immissione di famiglie estranee ai gruppi di discendenti dai consignori, a causa delle successioni in linea femminile o a nuove investiture.

La contrapposizione di due schieramenti, quello alleato ai comuni di Vercelli e Alessandria, (tra i cui esponenti figura la famiglia Cane) e quello filoaleramico, si risolverà a favore di quest’ultimo e con la sottomissione ai Marchesi, poi Duchi, del Monferrato, ricadente nell’area di gravitazione della città di Casale. Dopo l’annessione del ducato del Monferrato agli Stati Sabaudi nel 1708 entrò a far parte della provincia di Casale. Entro la maglia amministrativa francese, Cella seguì le sorti dell’intero territorio della vecchia provincia di appartenenza, aggregato a una circoscrizione avente per capoluogo Alessandria. Dopo la parentesi napoleonica rientrò a far parte della ricostituita provincia di Casale e poi quella di Alessandria.

Nel 1863 il Sindaco Luigi Vallino, su ripetuta sollecitazione della Sottoprefettura giustificata dal “trovarsi il Comune si una delle più belle colline del Monferrato” ottenne di aggiungere Monte. La successiva richiesta per riconvertire il nuovo nome in Cella Monferrato  cadde nel nulla.

 

Fonti: Camillo Cappellaro (Cella Monte Notizie dal passato), Marco Battistoni (Schede storico-territoriali dei comuni del Piemonte, 2002)